martedì 16 luglio 2013

Diario di bordo - 15 luglio

Partenza alle 8. Temperatura decisamente bassa, sembra di essere in montagna (siamo a 2000 metri). Cielo nuvoloso.
Sulla 550 il panorama comincia a diventare interessante. Una lunghissima 'mesa' sulla destra, le montagne davanti a noi sullo sfondo. Musica di Easy rider.
Una mesa
Il paesaggio cambia continuamente, a destra e a sinistra mesas rosseggianti, primo anticipo di ciò che vedremo poi... un 'mogote' come quelli di Cuba (l'isola) sperso nella piana, ombre delle nuvole sul terreno giallastro. Piccoli canyon con invisibili ruscelletti. Siamo nel far west. Altitudine 6800 feet più di 2000 m di altezza, insediamenti a destra e sinistra di indiani (o altri ...) case mobili e pickup.
Tappa a Cuba (Stati Uniti) per benzina e cibo.
Attraversiamo il territorio Apache. Finti teepee... pozzetti petroliferi, piccole raffinerie.
Cominciamo a fare ipotesi sui nostri nomi indiani...
Collinette che sembrano tanti panettoni con la sommità nera.
Cavalli che pascolano.
È veramente un paesaggio incredibile.
Speriamo che la perturbazione che ci segue svanisca in tempo per consentirci di gustare la Monument Valley, la meta più attesa.
Si susseguono mesas e pianure senza fine punteggiate di cespugli. La strada é diritta, andiamo verso l'azzurro.
Facciamo una deviazione per andare alla ricerca di un sito con rovine azteche che non riusciamo ad individuare, la città si chiama Aztec. Proseguiamo dopo una breve pausa pranzo nel parcheggio di un cimitero, unico posto all'ombra. Ad un certo punto si intravede Shiprock, una specie di rocca di Cavour a forma di nave.
Una cosa che mi colpisce lungo a strada, non solo qua, è la quantità di villaggi fatti solo di roulotte o case mobili. Le città vere sono rare e distanti. Come si fa a vivere così?
Sbagliamo strada diverse volte perché mancano le indicazioni. Poi finalmente individuiamo da lontano la silhouette inconfondibile della Monument Valley. Siamo tutti emozionati.
 All'orizzonte la Monument Valley
Ci avviciniamo ... ogni 'rocca' una fermata per fare foto...
Ciò che vediamo crea intense emozioni, fino alle lacrime. Ogni visuale richiama immagini già viste ma ora siamo lì, in mezzo. Ognuno di noi vive questo momento a modo suo.
Riusciamo a fare tutte le foto di rito poi comincia a piovere, una pioggia violenta che subito cambia tutto: la terra rossa rigata dall'acqua, mille rivoli che scendono verso il basso. Poco per volta la nebbia avvolge i 'monumenti' di pietra e li trasforma in diafane ombre nere.
Temporale sulla Monument Valley
Ci rifugiamo nel visitor centre e decidiamo di cenare lì sperando che il temporale duri poco... invece non smette. Arriviamo in hotel sotto la pioggia che continua per buona parte della notte. Le previsioni sono brutte, i temporali ci accompagneranno forse anche nei giorni successivi.

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.