Sulla 550 il panorama comincia a diventare interessante. Una lunghissima 'mesa' sulla destra, le montagne davanti a noi sullo sfondo. Musica di Easy rider.
| Una mesa |
Tappa a Cuba (Stati Uniti) per benzina e cibo.
Attraversiamo il territorio Apache. Finti teepee... pozzetti petroliferi, piccole raffinerie.
Cominciamo a fare ipotesi sui nostri nomi indiani...
Collinette che sembrano tanti panettoni con la sommità nera.
Cavalli che pascolano.
È veramente un paesaggio incredibile.
Speriamo che la perturbazione che ci segue svanisca in tempo per consentirci di gustare la Monument Valley, la meta più attesa.
Si susseguono mesas e pianure senza fine punteggiate di cespugli. La strada é diritta, andiamo verso l'azzurro.
Facciamo una deviazione per andare alla ricerca di un sito con rovine azteche che non riusciamo ad individuare, la città si chiama Aztec. Proseguiamo dopo una breve pausa pranzo nel parcheggio di un cimitero, unico posto all'ombra. Ad un certo punto si intravede Shiprock, una specie di rocca di Cavour a forma di nave.
Una cosa che mi colpisce lungo a strada, non solo qua, è la quantità di villaggi fatti solo di roulotte o case mobili. Le città vere sono rare e distanti. Come si fa a vivere così?
Sbagliamo strada diverse volte perché mancano le indicazioni. Poi finalmente individuiamo da lontano la silhouette inconfondibile della Monument Valley. Siamo tutti emozionati.
| All'orizzonte la Monument Valley |
Ciò che vediamo crea intense emozioni, fino alle lacrime. Ogni visuale richiama immagini già viste ma ora siamo lì, in mezzo. Ognuno di noi vive questo momento a modo suo.
Riusciamo a fare tutte le foto di rito poi comincia a piovere, una pioggia violenta che subito cambia tutto: la terra rossa rigata dall'acqua, mille rivoli che scendono verso il basso. Poco per volta la nebbia avvolge i 'monumenti' di pietra e li trasforma in diafane ombre nere.
| Temporale sulla Monument Valley |
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