Prima giornata di New York, prima colazione 'americana', un po' di caos nelle ordinazioni: yogurt enormi, dolci troppo dolci, frutta (meno male) caffè, cappuccini, succhi di frutta... niente pane. Ci accorgiamo dopo che i famosi bagels qui sono chiamati quagels, cioè pagnottine quadrate. Mettiamo in memoria per il giorno successivo. Siamo ben nutriti.
Prima tappa il Great Central Terminal, la famosa stazione centrale di New York. La strada per arrivare è tutt'altro che breve andando a piedi dall'undicesima... ci perdiamo tra i grattacieli delle Fifth Avenue.
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| Per le strade di New York |
La stazione è bellissima... un tuffo nel passato... legno, ottone, scalinate... le vecchie biglietterie, tutto tirato a lucido. Evochiamo scene di film famosi...
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| Il Great Central Terminal |
Ora ci attende il MoMA. Biglietti prenotati on line, entriamo subito. Visita a tempo di record... All'ultimo piano c'è una bellissima mostra su Le Corbusier piena di suoi disegni e modellini degli edifici accostati alle sue pitture. Meritava da sola la visita ... Nel settore confinante Oldenburg... molto bello...
Passiamo di corsa tutti i piani successivi tra Picasso, Matisse, Monet... e poi la pop art...
L'edificio stesso è bello da vedere all'interno con grandi affacci da un piano all'altro e un... elicottero appeso sulle teste dei visitatori.
Nonostante la velocità siamo in ritardo per l'appuntamento con Paolo e Irma che avendo già visitato il MoMA decidono di visitare il Rockefeller Centre e salire sul Top on the rock per vedere New York dall'alto.
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| Una veduta di Central Park |
Dobbiamo incontrarci in Strawberry Fields nel Central Park. Mangiamo velocemente un hot dog e poi li raggiungiamo. Piccolo riposino sul prato (che probabilmente mi è costato il mal di schiena del giorno successivo). Poi si riparte per visitare il parco... ma è troppo grande. Riusciamo dopo molto girovagare ad arrivare al Reservoir, che è il lago più grande. Per strada ci imbattiamo in un matrimonio con uno sposo alquanto pittoresco, vestito con un abito nero pieno di lustrini, le code tipo frac, un cappello tipo cow boy e scarpe con tacconi alti. incontriamo anche, come è piccolo il mondo... una signora newyorkese che avrebbe voluto fare il viaggio con noi sul van ma purtroppo andava in un'altra direzione. Parlava l'italiano molto bene, era, mi pare, di origine italiana. Ci fa una bella foto di gruppo e poi facciamo anche con lei una foto.
Siamo stanchi e accaldati, passiamo davanti al Guggenheim e poi torniamo in taxi a casa.
Ci attende ancora una serata abbastanza impegnativa: cena in un locale famoso per gli Hamburger... i fuochi artificiali sull'Hudson River: è il 4 luglio dopo tutto.
La cena si è svolta in condizioni alquanto precarie, in 7 intorno ad un tavolino da due... cibo buono, birra anche.
Fuochi: spettacolari...
Ritorno faticoso, piedi doloranti.
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